Guida alla fotografia di ritratto

Scritto da il 03 marzo, 2011 in Fotografia Digitale con i tag: , , , ,

La fotografia di ritratto è probabilmente l’espressione della fotografia più sentita in quanto implica un rapporto emotivo tra fotografo e soggetto. Voglio innanzitutto chiarire che sto parlando di ritratti studiati, situazione in cui vi è un effettivo coinvolgimento del soggetto, in termini emotivi ed estetici, non della situazione da ritratto “rubato” tipico del reportage d’assalto.

Per scrivere quanto segue, data la mia parziale ignoranza in materia, mi sono liberamente ispirato al davvero ben scritto articolo di Gianni Viviani di Dphoto, cui dò tutti i crediti, e, proprio come specificato dallo stesso Viviani, questa guida non rappresenta verità assolute ma semplici linee guida per iniziare. Sarà poi la vostra “scintilla”, intesa come estro artistico, a portarvi a risultati più o meno buoni in termini di originalità ed espressione.

Studiare la scena

La parte dello studio, che ad esser sincero spesso trascuro, è invece fondamentale. Ultimamente ho scoperto un fotografo che si fa aiutare dalla moglie nel disegnare a matita le bozze delle scene ben prima di passare alla fase di scatto. Se non doveste essere così fortunati da avere una bozzettista personale potete comunque ispirarvi liberamente a scatti di altri o comporre mentalmente la scena fino a farla diventare vivida. Pensate da subito a fattori quali posa, direzione dello sguardo, angolazione del viso, direzione della luce (e posizione delle ombre) nonché ad altri elementi esterni che compongano primo e secondo piano. L’importante è avere perfettamente in mente il risultato che volete ottenere, altrimenti l’indecisione creerà un muro tra voi e il soggetto, difficilmente superabile soprattutto se non avete un rapporto personale.

Quale obiettivo usare per il ritratto?

La regola dice che un buon ritratto va fatto con un 85mm, oppure un 105mm.

Sono d’accordo con questa prima regola dato che nell’ottica del “sbagliando si impara” nei miei primi ritratti non riuscivo ad isolare il soggetto come avrei voluto scontrandomi proprio con la scelta di un obiettivo sbagliato per i miei scopi. Questo non vuol dire che non si possa fare un bellissimo ritratto scattando con un grand’angolo o un tele spinto ma in quel caso va ad intervenire la fortuna o una profonda conoscenza della tecnica fotografica. L’altra regola nella scelta dell’obiettivo da ritratto riguarda l’apertura, aperture da 2 a scendere sono l’ideale per ridurre profondità di campo e scattare nella maggior parte di situazioni a luce ambiente.

Nb. Sul digitale (sensore APS-C) un 85mm può essere sostituito da un 50mm f/1.8, ottica economica e molto luminosa. Esistono poi, ovviamente, ottiche specialistiche per il ritratto, ma costi e difficoltà d’uso impongono di trattare l’argomento in altra sede. Potete trovare altre informazioni sulla scelta degli obiettivi a questo indirizzo.

Quanti scatti per ogni posa?

La regola dice che per ogni ritratto bisognerebbe scattare almeno 40 scatti, più o meno quelli concessi da un “vecchio” rullo 35 mm da 36 pose.

Il digitale, purtroppo, ha portato via buona parte della poesia dell’esser fotografo per cui parlare di rulli da 36 mi emoziona sempre un pò. Perchè 40 scatti? Perchè cogliere il momento giusto (espressione, gestualità, luci ed ombre) è anche fortuna. Per un semplice discorso statistico su questi 40 scatti, se avrete studiato bene la scena, ci sarà quello che speravate di ottenere.

La luce all’aperto

La regola dice, che per l’esterno, non c’e nessuna regola (National geographic naturalmente consiglia la luce del mattino o della sera, quando i raggi del sole sono obliqui).

L’argomento luce è probabilmente il più complesso e devo ammettere che, a parte qualche sperimentazione con il flash, non sono molto competente in materia. Vediamo i consigli di Viviani:

Per illuminare il soggetto, si puo contare su:

  • Sole di lato, con o senza pannello riflettente
  • Sole sopra la testa, con pannello riflettene (tecnica difficile per un principiante)
  • Controluce, con pannello riflettente
  • In ombra, con o senza pannello riflettente

Non ho mai usato un pannello riflettente ma ho intenzione di sopperire presto a questa mia mancanza. Si  tratta di un pannello riflettivo, usualmente di colore bianco, che si acquista nei negozi specializzati, ma può andar bene anche un cartone bianco, un telo o un pezzo di polistirolo. L’idea è di utilizzare questo pannello come fosse un faretto, riflettendo la luce del sole per illuminare a piacere il soggetto. In questo caso, oltre al pannello, viene ovviamente comodo un aiutante sul campo. Non dimenticate poi che potete usare la tecnica Fill Flash per illuminare le parti in ombra del viso anche in pieno sole, comodissimo in caso di controluce e luce trasversale.

La luce in studio

La regola dice che per le foto in studio, a parte le tre o quattro luci canoniche ( ombrello leggermente sopra il soggetto con fondo più o meno illuminato, luce finestra messa di lato, bank con diffusore di fronte al soggetto con luce diretta posta dietro al soggetto solo per i capelli ecc.) lo studio deve essere una palestra di sperimentazione, per cui spazio alla fantasia anche se non si ha troppo tempo a disposizione.

Come premesso non conosco bene l’argomento ma per i ritratti in studi improvvisati (la camera da letto è un classico) posso consigliare l’uso di lenzuola per gli sfondi e almeno un secondo flash oltre a quello presente sulla macchina. Non puntate il flash direttamente sul soggetto ma fatelo rimbalzare nella stanza per ottenere luci ed ombre più morbide.

L’ inquadratura

La regola dice che l’inquadratura è una cosa che si deve imparare, perche rientra nella categoria del buon gusto, per cui: primo, riempire sempre il fotogramma specialmente sopra la testa, così non si sbaglia mai; secondo, costruire una composizione bilanciata.

Sul discorso inquadratura sono parzialmente daccordo, se va imparata vuol dire che c’è qualcosa  che non va a priori. Ultimamente guardando le fotografie di un’amica ci siamo resi conto che aveva rispettato le regole dei terzi senza nemmeno farci caso. Questo è occhio e non so quanto si possa imparare. Qualche regola veloce? Non tagliate parti anatomiche, usate la macchina anche in verticale e cercate di rientrare in uno di questi profili:

  • Primo piano: l’inquadratura inizia all’altezza delle clavicole, importante bilanciare gli spazi sopra e sotto il soggetto.
  • Mezzo primo piano: la figura è ripresa a metà torace. Ricordatevi di non tagliare le braccia e di dar loro un senso all’interno dell’immagine
  • Campo medio: Sfondo a fuoco, il soggetto interagisce con l’ambiente che lo circonda
  • Piano americano: la ripresa è tagliata più o meno alle ginocchia. La postura e l’atteggiamento fisico sono determinanti.
  • Figura intera: la persona è fotografata per intero, ricordatevi di non tagliare i piedi e di lasciare un pò di spazio ai lati del soggetto.

L’ espressione

La regola dice che il soggetto dovrebbe guardare in macchina per tirargli fuori un minimo di espressività, che fa’ la differenza!

Gli occhi sono lo specchio dell’anima… ma anche qui devo ammettere di non essere del tutto d’accordo. Probabilmente un buon metodo di iniziare, perde buona parte del suo senso nella fotografia artistica in cui la direzione dello sguardo comunica sensazioni oltre a senso estetico.

Fidarsi della macchina fotografica

Significa semplicemente che ha poco senso incaponirsi nel voler utilizzare la macchina fotografica in completo manuale. Avete a disposizione una serie di meccanismi automatici, molto avanzati sul digitale, che vi guideranno nel percorso tecnico. Nel limite del possibile scordatevi dei tecnicismi e lasciatevi trasportare dall’emozione dello scatto. Un punto di partenza potrebbe essere quello di scattare a priorità di diaframma con iso 100 e fuoco automatico sul centro della scena. Potete trovare maggiori informazioni sulla tecnica fotografica a questo indirizzo.

Modestia

E un’altra regola, l’ultima, dice, che nella maggior parte dei casi, tendiamo a sopravvalutare le nostre fotografie. Se non ci accontentiamo, se vogliamo continuare a migliorare, qual’è il trucco? Basta tagliare un bel 50% dal nostro entusiasmo per essere più vicini alla realtà.
Questa è una regola assoluta.

Non avrei saputo dirlo meglio!

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